Oggi ho conosciuto il detentore di un Guinness dei primati da brividi. Stamattina l’appuntamento era alle 8.30. Mi ero iscritto a un corso di apnea. Non mi aspettavo di passare la prima ora e mezza del mattino a fare yoga e stretching. Una piacevole sorpresa. Come ho detto ieri, e come cita la pagina introduttiva del manuale che ho aperto stamattina, la prima regola dell’apnea è essere rilassati, sia mentalmente che muscolarmente. Giovanni guida benissimo gli esercizi. Mi aveva dato il suo contatto Francesco, il mio primo istruttore di apnea a Roma, oltre che amico e compagno di liceo. Giovanni è italiano, arrivato a Moalboal da quasi un anno. Nella sua vita ha girato il mondo lavorando tra barche a vela, scuole sub è più recentemente apnea. Ha vissuto nei posti più disparati, dal Mozambico e a Timor Est per citarne alcuni. È ingegnere di formazione, si nota perché è metodico su ogni cosa. Sa tutto della sua materia e di quelle affini. È un’enciclopedia per l’apnea, come per lo yoga, lo stretching, la nutrizione, e qualsiasi altro argomento mi è capitato di toccare con lui. È l’unica persona che mi manda dei messaggi vocali che durano sette minuti e mezzo e che sono effettivamente interessanti dall’inizio alla fine.

A seguire la sessione mattutina c’era anche Bahr, il mio compagno di corso israeliano. Lui con lo stretching ha qualche limite; ogni tanto lo vedevo un po’ incastrato. La star della giornata però era Ant, l’uomo del ghiaccio. L’ho salutato la mattina proprio così: “you must be the ice guy”. Ant detiene il record mondiale e il guinness dei primati per la maggior profondità raggiunta nuotando sotto il ghiaccio: circa 70 metri. Apple ha anche girato un film su di lui. È venuto ad allenarsi con Jean Pol, il proprietario della scuola di apnea, che tra l’altro ho scoperto essere un caro amico di Fred, il proprietario di Pangatalan. Per Bahr e per me è una specie di idolo per certi aspetti, però quando ci alleniamo insieme ci fa un po’ sfigurare. Noi combattevamo per arrivare ai 25 metri mentre lui e Jean-Pol sono partiti con la barca verso il largo per trovare un fondale di almeno 75 metri su cui allenarsi. Io in realtà oggi mi sono sabotato da solo. Totalmente incurante del possibile effetto che avrebbe fatto oggi, ieri sera ho chiesto a un ristorante locale di cucinarmi il piatto più tradizionale che avessero, il pork sisig. Stamattina, a testa in giù sul cavo, quando spingevo l’aria dai polmoni alla bocca per compensare arrivava solo il sapore di aglio, grasso di maiale e lemongrass. Altro che 75 metri, era tanto se non rimettevo la cena di ieri sera in fondo al mare. Il pomeriggio in piscina è andato meglio perché siamo restati in orizzontale. Abbiamo allenato i tempi di apnea statica. Io ho battuto il mio record personale con 3 minuti e 42, Bahr ha battuto il suo, nella zona dei 3 minuti e 15, mentre Ant faceva apnee di quasi 6 minuti. Nonostante le soddisfazioni la giornata è stata lunghissima. Giovanni ci ha fatto allenare fino alle 19.30 senza sosta, e si aspettava che studiassimo anche un pezzo di teoria per conto nostro la sera. Lui intanto ci ha salutato perché aveva voglia di andare a fare una nuotata notturna in mare di un paio di chilometri. Contando quest’ultima attività è rimasto in acqua praticamente 12 ore consecutive. Io onestamente me ne vado a dormire. Magari do una letta al manuale domani mattina. Buonanotte