Dante ci ha fatto lo scherzetto. Per la pioggia esagerata di ieri sera, e di stanotte, e di stamattina, oggi non sono riuscito a uscire dalla porta della mia capanna. E anche se ci fossi riuscito il tuctuc che sarebbe dovuto venirmi a prendere non sarebbe riuscito a percorrere la strada costiera. Per arrivare all’hotel un tratto di trada è la spiaggia stessa è un altro sembra il guado di un fiume.

Mi sono cimentato nella mia attività preferita delle 4 di mattina: chattare col customer service di Cebu Pacific Airlines per posticipare il mio biglietto. Non volevano, ma dopo oltre un’ora di tira e molla ho vinto io, credo.

Ho dormito fino a tardi per la prima volta dal mio arrivo nelle Filippine. Mi sono reso conto che non avevo mai dormito più di 5 ore a notte. La sera leggo e scrivo fino a tardi ma tutte le attività a Pangatalan iniziavano la mattina presto, e anche i voli interni sono spesso all’alba. Stanotte, tra l’altro, non ho fatto un sonno molto profondo dato che la pioggia martellava sul tetto di corrugato. È anche caduta una noce di cocco proprio sul mio tetto. Ha sbattuto molto forte e mi ha fatto una gran paura. Adesso quando cammino all’aperto faccio deviazioni pazzesche pur di non passare sotto una palma.

A colazione ci siamo fatti qualche risata con i ragazzi di ieri sera. Visto che i tuctuc erano impossibilitati abbiamo deciso di affrontare l’inondazione a piedi per arrivare in paese. Avevamo una missione importante: andare in palestra. Il più convinto di tutti era Mart, pilota di carri armati per l’esercito olandese, che di carri armati non ne ha. Li prendono in leasing in Germania e quindi Mart vive poco oltre il confine per allenarsi a buttare giù gli alberi passandoci sopra con i cingoli.

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Abbiamo verificato l’entità dell’inondazione. Era, effettivamente, un’inondazione. La cosa più divertente era che gli alberi, cadendo sulla strada, trascinavano sott’acqua i fili elettrici dei tralicci artigianali. I locali ci camminavano dentro tranquillamente, quindi anche noi. Ho provato a prendere in mano il cellulare per vedere se si ricaricasse.

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Dopo la palestra mi sono di nuovo isolato. Oggi ero molto riflessivo. Era l’ultimo giorno di lavoro della maggior parte dei miei colleghi. Gli affari dell’azienda non stanno andando bene purtroppo. Mi sto caricando di energie durante questo viaggio perché al mio ritorno avrò molto lavoro da fare.

Mentre scrivevo una breve email a ciascuno mi godevo la vista suggestiva della Cadlao Island, l’isola più grande della paradisiaca Bacuit Bay. Purtroppo oggi non partiva neanche una barca per visitare la baia. Ma già la vista è di grande ispirazione. Un costone verticale di roccia scura, nuda. Tutto intorno è foresta, dalla cima fino all’ultimo albero con le fronde che fanno ombra ai primi metri di mare dalla costa. Mart impazzirebbe a percorrerla col suo carro armato.

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All’arrivo della bassa marea, che diventa particolarmente bassa nel mese di luglio, sono andato a fare una passeggiata tra le pizze di marea. Tra il cielo grigio, la pioggerella fresca e pesciolini e gamberetti che si nascondevano sotto i sassi sarei potuto tranquillamente essere in Bretagna. Ho trovato anche un paio di stelle marine sotto la sabbia.

La serata ha preso una piega festaiola inaspettata. Ho raggiunto i ragazzi in paese. Ormai affiatati, noi abitanti dell’hotel Golden Monkey ci siamo soprannominati i “Golden Monkeys”. Avevano già radunato un gruppone di venti persone per cena in un ristorante messicano. Nell’angoletto della sala è apparsa anche Carlyn, l’hotel manager del Golden Monkey. Il tempo di passare dal ristorante alla discoteca era già diventata la frontwoman della nostra banda. Con lei a bordo eravamo diventati “Golden and the Monkeys”.

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È stata una serata di grande allegria. Io, ipocrita, sono passato dalla parte del nemico per qualche ora. È stata una bella distrazione dalla giornata dura dal punto di vista lavorativo. La festa è durata finché è arrivata ora per me di andare a fare le valige e prendere il tuctuc per l’aeroporto.

Siamo rientrati a piedi. Alle quattro e mezza non era più attivo il servizio tuctuc che faceva spola tra il paese e l’hotel. Rientrando a piedi abbiamo costeggiato il vecchio cimitero buio mezzo inondato con i cancelli spalancati. Ci eravamo passati molte volte ma non mi ero mai accorto che ci fosse un cimitero la. Spettrale e allo stesso tempo affascinante. Carlyn aveva trovato proprio lì un minuscolo gatto un mese e mezzo fa. Si era trasformato in una giovane canaglia che prova a rubate il cibo dai piatti degli ospiti dell’hotel.

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