Oggi mi sono svegliato stanco, spossato. È il sintomo che sto molto bene. Se sono fortunato mi succede un paio di giorni all’anno quando la mia testa rallenta perché ha realizzato di essere veramente in vacanza. È lunedì quindi al contrario di me tutti gli abitanti del villaggio oggi sono rientrati al lavoro, e molti proprio qui sull’isola. Sono arrivati tutti stamattina presto sulle loro bangka, le lunghe barche a doppio bilancere che restano tutta la giornata salpate sulla spiaggia. C’è grande frenesia nell’aria tra chi pulisce, chi ripara, chi sostituisce i tetti di paglia. Cris dirige tutto mentre fa colazione con una tisana ai boccioli di rosa appena raccolti. È attentissima al dettaglio. La colazione è alle sette, Kim la biologa marina molla gli ormeggi alle 8 per andare a fare monitoraggio della fauna sul fondale marino e Mazeo è in partenza per tornare da sua mamma. I nonni lo riaccompagneranno a El Nido in mattinata. Io mi sono messo al lavoro con Jun. Il giorno prima avevo notato che i mangimi per gambero che usavano nella nursery non avevano un buon odore e probabilmente neanche una composizione nutritiva bilanciata per i pesciolini ospiti del fish lab.

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Ieri avevo lanciato l’idea di prendere i mangimi di buona qualità per pesci adulti e granularli finemente per poterli dare ai pesci neonati. L’idea non era abbastanza ho deciso di dare una dimostrazione pratica. Frullatore? No, era rotto. Mortaio. Ed ecco che ho passato tutta la mattina a schiacciare mangimi con la sola forza delle mie braccia. Con tutto lo sforzo ne avrò prodotti almeno 20 grammi. Li ho setacciati con i retini per acquari di varie misure che ho trovato lì e ho restituito dei granulati di quattro taglie diverse, una per ogni fase di crescita del pesce. Poi ho dichiarato che il prototipo era stato ultimato con successo e che comprassero un frullatore nuovo per scalare la produzione. Il lavoro di stamattina mi ha fatto tornare vivido il ricordo di quando quattro anni fa con Andrea eravamo sulla terrazza di casa, a Roma, e ci preparavamo a consegnare il primissimo mangime sperimentale di Ittinsect al nostro ormai cliente in Sicilia, Acqua Azzurra. L’abbiamo macinato con il tritacaffè a manovella di una mia bisnonna, credo. Era l’inizio di un meraviglioso percorso. Oggi le attività erano frenetiche anche in cucina. Avevo un certo languirono e sono passato di lì in tarda mattinata a chiedere ai cuochi Ann e Jack a che ora fosse il pranzo. Ci ho trovato un porco sgozzato in un secchio. Tra le varie direttive che Cris aveva dato sorseggiando la sua tisana ai boccioli di rosa, c’era quella di andare alla fattoria e preparare un maiale per il barbecue che si farà in onore dell’ospite. A prescindere dai dibattiti se sia giusto o sbagliato, questo gesto è stato un grande onore per me. Emozionato, ho condiviso col team della cucina i video del maialino che avevamo arrostito in Sardegna per i miei 30 anni a gennaio insieme a Salvatore. Il barbecue è previsto per domani, quando la carne sarà ben marinata. Oggi a pranzo ci hanno servito solo le budella. Si aspettavano che mi facesse impressione invece ho contrattaccato raccontando a tutti della pasta con la pajata. Dopo pranzo Kim ha finito le sue immersioni di monitoraggio. Finalmente si era liberata la barca che Jun e io la aspettavamo da stamattina. Siamo saltati a bordo e siamo andati a vedere la piccola acquacoltura pilota in mezzo alla baia. Sulubaai sta insegnando ai pescatori dei villaggi vicini ad allevare il pesce, così che debbano ricorrere meno alla pesca commerciale. Tra l’altro Kim mi ha spiegato il significato del nome della fondazione: Sulu è il nome del mare che bagna questa baia; Baai non vuol dire baia, come pensavo, ma casa. Non sappiamo se si riferisca alla casa dei Tardieu o all’isola come casa dei coralli, o entrambe. La fondazione mette a disposizione l’impianto e i pescatori lo gestiscono e incassano dalla vendita del pesce. Con Fred stiamo cercando un modo per farli rifornire di mangimi sostenibili a impatto zero sul mare. Per adesso mandargli il nostro dall’Europa perderebbe sia di competitività che di sostenibilità.

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L’allevamento è una chiatta galleggiante di bamboo di circa 10x10 metri, con una piccola cabina al centro per gestire le operazioni. Tutto il resto della chiatta è aperto per accedere alle reti sottostanti dove sono allevati i milkfish e i rabbit fish. Per passare da una gabbia all’altra bisogna fare gli equilibristi su un unico palo di bamboo. Il circense Jun controlla tutte le reti in 5 minuti, io percorro lo stesso tragitto in tempi biblici e a quattro zampe, più simile a un bradipo. Ho suggerito di provare a integrare delle ostriche intorno alle gabbie per mangiare la cacca dei pesci. Così si rende l’impianto meno impattante e si aggiunge una nuova fonte di reddito per gli allevatori. Non l’ho inventato io, in Europa questo sistema è conosciuto col nome altisonante di “sistema di acquacoltura mutitrofica integrata” e sta ricevendo un’enormità di fondi comunitari. Nella pratica si tratta comunque sempre di attaccare delle cozze a delle gabbie di pesci.

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Più in là c’è anche un allevamento adibito all’export di cetrioli di mare, prelibato piatto servito ai matrimoni in Cina in segno di fertilità. Non per niente il cetriolo di mare ha anche altri nomi comuni più creativi. Tornato sulla spiaggia di Pangatalan seguo il consiglio di Fred di circumnavigare metá dell’isola, per intenderci dal pontile fino alla spiaggia della mia capanna. In partenza la visibilità era poca perché sono partito dal versante dell’isola esposto alle intemperie degli ultimi giorni. Non sembra niente di grave finché nella mia testa inizia a girare il pensiero che sono solo in un mare infestato di squali e cubomeduse, che avevo visto con Mazeo la mattina stessa. La mia compagna di viaggio dello Sri Lanka avrebbe sicuramente disapprovato. La prima metà del percorso sono stato abbastanza teso. Ho raggiunto l’apice quando ho intravisto centinaia di caranghi nuotare nervosi verso di me, compatti come tori alla carica, per sfiorarmi più volte velocissimi. Sapevo che erano innocui ma mi hanno fatto ricordare la mia impotenza metro il mare. Raggiunta la punta dell’isola è cambiato tutto. La corrente contraria che arrivava dal nuovo lato ripuliva l’acqua, migliorava la visibilità, e evidentemente portava con sé molto nutrimento perché tutti i pesci e i polipi dei coralli si muovevano in festa. Ho visto cernie di più specie, sweet lips, pesci coniglio gialli, chirurghi, balestra, pagliaccio e mille altre specie. La fauna era molto simile a quella che ho visto nel viaggio in Thailandia l’anno scorso. I coralli non sono coloratissimi ma al contrario di quelli di Koh Tao sono in buono stato di vitalità. Mi hanno colpito quelli rosa acceso, sia del tipo che striscia intorno alle rocce fini a coprirle completamente, sia quelli ramificati. Alcuni coralli più antichi hanno lasciato delle basi calcaree che sembrano dei pezzi di colonne greche. La corrente ha iniziato a scaldarsi perché la marea stava risalendo e prendeva il calore della sabbia colpita dal sole. Sono uscito dall’acqua sulla spiaggia bianca tutta per me, bellissima, con la vista su tre o quattro isole di roccia scura e a picco sul mare. Il tempo di rientrare alla capanna e le isole di erano scomparse. Il mare si era scurito ed increspato. 10 minuti dopo un muro di pioggia e si è abbattuto su Pangatalan. Questo non ha intaccato la pace che emana quest’isola, ma mi ha fatto ricordare quanto cambia velocemente il meteo ai tropici.

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Sto entrando in confidenza con i lavoratori sull’isola. Dopo cena mi hanno invitato nella capanna dello staff a giocare a carte con in sottofondo la musica degli SB19, il gruppo pop filippino per eccellenza. Mazeo ormai era partito e io avevo capito come funzionava il gioco. Finalmente ho segnato la mia prima vittoria. Loro volevano continuare a giocare ma mi sono ritirato all’apice della mia carriera da giocatore di Skyjo.

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Rientrato alla capanna mi preparo per andare a dormire guardando un uccellino che scorrazza felicissimo per il terrazzo. In piena notte è strano, ma si stava riparando dalla pioggia e quando ha visto tutti gli insetti che giravano intorno alla lampadina appena accesa non gli pareva vero e ha fatto una bella scorpacciata. Buonanotte.

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