Malapascua ha una gemella nascosta.

Stamattina alle 5.30 eravamo già in navigazione sulla barca del diving verso Monad Sohal, un’isola della stessa forma e dimensioni di Malapascua ma completamente sommersa. Al posto dei filippini i suoi abitanti sono i pesci di un reef un po’ scarno e occasionalmente qualche squalo tigre e squalo martello che purtroppo non abbiamo visto. È stata, devo dire, un’immersione assai deludente ma una buona occasione per legare col mio nuovo nuovo team: Nicolas lo svizzero, Alejandro lo spagnolo e Matt is sudafricano con la ragazza a cui non piace fare immersioni. Peccato per lei perche questa a Monad Sohal era solo la prima delle tre pianificate per oggi. Con la barca ci siamo spostati alla seconda meta, Kimud Sohal. Anche questa è una roccia sommersa. È una grande colonna che risale da un fondo di 200 metri e ha il cappello a 10-15 metri. Le correnti che fanno risalire tanto plancton dalle profondità lo rendono un posto ideale per tutti i coralli della barriera che così si nutrono. Proprio trai quei coralli vivono tanti pesci pulitori che hanno reso Kimud una nota stazione di pulizia per i grandi pesci della zona e in particolare per gli squali volpe. Una volta abitavano a Monad ma ultimamente si sono trasferiti a Kimud forse per il miglior servizio offerto dalle fish spa, o più probabilmente perché gli squali tigre che sono arrivati a Monad li hanno infastiditi. Gli squali volpe sono pacifici, direi quasi giocherelloni. Quando puntano dritto verso di te fanno impressione perché sono degli animali grandi, ma una volta arrivati a faccia a faccia ci si accorge che hanno una bocca piccolina e denti impercettibili. Quando poi si girano di fianco si vede il loro grande occhio e poi sfilano davanti ai sub con la loro lunghissima coda. È lunga quasi quanto la lunghezza di tutto il corpo dello squalo. È così elegante che non sembra appartenere ad un predatore spietato che attacca le sue vittime come un proiettile nell’acqua, ed effettivamente non lo fa. La coda serve a dare frustate nei banchi di piccoli pesci per stordirli e poi mangiarli con la sua consueta tranquillità. Quando uno squalo si avvicina alla base del reef è il segno che vuole essere pulito e tutti i pesciolini escono dai loro coralli e assalgono lo squalo per mangiare i parassiti e le pellicine morte che trovano. Oggi siamo stati fortunati perché approcciando lo spot in barca abbiamo visto lo spettacolo di uno degli squali volpe saltare fuori dall’acqua. Anche questo sembra che sia un metodo efficace per rimuovere i parassiti.

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Durante entrambe le immersioni sono rimasto particolarmente incuriosito dallo scoprire cosa ci fosse alla base di quella scarpata sottomarina. Mi sporgevo spesso per quadrare nel blu scuro e vedevo delle sagome di grandi pesci, sicuramente predatori ma non squali. Purtroppo dovevo rispettare il programma della giornata e non sono potuto andare più profondo del mio gruppo. Sono ancora assalito dalla curiosità. Una volta sbarcati ho ripreso la mia esplorazione dell’isola senza neanche passare per la mia capanna. Sono andato sotto un sole cocente fino alla spiaggiona a nord dell’isola. Ho recuperato energie con una bella noce di cocco. Ho dovuto svegliare la signora del chioschetto arrangiato sulla spiaggia per farmela aprire. Mi ha fatto compagnia un cagnetto che passava di lì e che voleva condividere l’unico angolo d’ombra su quel pezzo di spiaggia.

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La spiaggia principale era piena di alghe ma ce n’era una un po’ defilata con un bellissimo fondo marino. Me l’ha indicata un ragazzo che passava di la. Ci siamo riconosciuti perché eravamo sullo stesso traghettino ieri da Maya Port. Ho visto un barracuda e un bel pesce pipistrello. Poi mi ha chiamato Rowena che aveva appena finito il suo turno di lavoro e mi ha voluto raggiungere per mostrarmi una spiaggia sconosciuta. Per arrivarci abbiamo attraversato un resort abbandonato e poi un boschetto. Si chiamava la spiaggia degli innamorati. C’erano solo due ragazzetti che pescavano con la lenza da terra e poi noi, all’ombra di un cocco. Stava facendo del suo meglio, Rowena.

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Oggi era molto fiera perché sua figlia aveva vinto una competizione a quiz a scuola ed era stata premiata. Stasera Rowena le chiederà che regalo vuole. Tutto quello che guadagna lo da ai figli. Ogni giorno, se c’è li ha, prova a dargli 20 o 30 pesos (meno di 40 centesimi) per comprare da mangiare. Quando faccio due calcoli mi chiedo se passi del tempo con me solo perché le offra un paio di pasti gratis, o spera in una nuova vita per lei e la sua famiglia, o se sia solo perché sono io un gran figo. Probabilmente è un mix equilibrato delle tre cose. Era quasi l’ora del tramonto e io volevo andarlo a vedere da in cima al faro. Abbiamo attraversato tutta la spiaggiona a nord dell’isola per arrivare sulla punta a ovest. A metà strada abbiamo incontrato un’altra ospite del nostro “hotel”, coreana, che ieri aveva declinato l’invito a fare la passeggiata del tramonto con noi. “Non ho voglia di arrivare fino all’altro capo dell’isola” aveva detto, e invece era proprio lì, nascosta tra una barca spiaggiata e una palmetta, con un ragazzo del posto che avevamo visto apparire ogni tanto davanti alle nostre capanne. Malapascua è la vera temptation island.

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Anche il tramonto al faro era molto romantico. Poi ci siamo ritrovati al consueto fish market con i ragazzi dei diving centers. Oggi abbiamo fatto le immersioni anche noi e quindi è diventato per diritto il punto di ritrovo anche per noi. Sono rientrato alla mia capanna. La zanzariera è a forma di scatola che racchiude solo il mio materasso, molto efficace per tenermi al sicuro dalle zanzare, speriamo anche dallo staff dell’hotel.

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Buonanotte.